Il centro d’Europa

Marzo 28, 2008

La Lituania sostiene orgogliosamente che l’Europos centras sia situato esattamente 25 km a nord di Vilnius.

Nonostante i molti pareri contrari, nel 1989 l’Istituto Geografico Nazionale Francese ha localizzato qui questo centro geografico, ad una latitudine di 54° 54′ ed una longitudine di 25° 19′, contrassegnandolo con una roccia arrotondata su cui sono incisi i quattro punti cardinali e la scritta “Geografinis Europos Centras”.

Quando nel 2004 la Lituania è entrata nell’Unione Europea questo luogo piuttosto desolato è stato ravvivato con bandiere, un palco di legno ed un obelisco di granito bianco. Inoltre è stata costruita una casa di legno che certifica, con attestati alquanto pacchiani, che “Sono stato al centro d’Europa”. 

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Vilnius

Marzo 24, 2008

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La Collina delle Croci

Marzo 23, 2008

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Descritta come la Mecca della Lituania, questa collinetta posizionata nei dintori di Siauliai è ricoperta da migliaia di croci di tutte le dimensioni e materiali. Un tempo le croci erano simbolo dell’identità nazionale, pagana e cattolica, e dello zelo sacro: intagliate nel legno di quercia, albero sacro per i pagani, erano offerte agli dei con l’accompagnamento di cibo o avvolte in sciarpe o grembiuli colorati per propiziare un matrimonio o chiedere la fertilità.
Con la consacrazione operata dai sacerdoti, poi, vennero legate alle cerimonie cristiane ed in seguito divennero simboli della resistenza contro l’occupazione.
 
Le croci comparvero per la prima volta nel XIV secolo e si moltiplicarono dopo le sanguinose insurrezioni contro lo zar fino a diventare un simbolo di sofferenza e speranza. Durante la dominazione sovietica piantare una croce era un reato che prevedeva l’arresto, ma la gente continuava a giungere in pellegrinaggio per commemorare le migliaia di persone uccise deportate.
La collina fu quindi spianata per almeno tre volte e nel 1961 l’Armata Rossa distrusse le croci, chiuse i sentieri che conducevano alla collina e scavò un fossato sulle sue basi: tutto ciò però non bastò ad impedire la comparsa di nuove croci il mattino seguente. Nel 1962 le croci furono nuovamente abbattute dopo il suicidio di uno studente di Kaunas in segno di protesta contro l’occupazione sovietica, ma anche in questo caso la tradizione sopravvisse.
Nel 1990 sulla Collina delle Croci si contavano ben 4000 croci, distribuite su una superficie di 4600 mq. 
 
Da quando la Lituania ha ottenuto l’indipendenza le croci si sono decuplicate. Nel 1993 Giovanni Paolo II celebrò una messa sulla collina e l’anno seguente donò una croce, aggiungendo il proprio messaggio: “Grazie al popolo Lituano per questa collina che testimonia alle nazioni d’Europa ed al mondo intero la fede della gente di questo paese”.
 
La tradizione va avanti, la collina continua a crescere e il rumore delle croci che tintinnano nel vento diventa sempre più inquietante. 
 

Vilnius

Marzo 19, 2008

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Klaipeda

Marzo 19, 2008

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Un tempo città tedesca nota come Memel, Klaipeda rimanda molto all’immagine delle città del Nord ed in particolare alla vicina Stoccolma, per la sua atmosfera ed il trafficato porto.
A giudicare dall’architettura imperante, però, è chiaro come l’influenza tedesca sia stata una parte importante della storia di questa città.
Memel era infatti un capoluogo prussiano e sino al 1923 è rimasta sotto l’influenza della Germania. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale Klaipeda (chiamata così dal 1925) fu distrutta perché fungeva da base sottomarina nazista anche se, nonostante i bombardamenti, una piccola parte della Città Vecchia è rimasta intatta. Il centro di quest’ultima è Teatro aikste (Piazza del teatro) dove Hitler proclamò l’Anschluss di Memel alla Germania.
Klaipeda è inoltre famosa per essere la città natale della birra lituana Svyturys, prodotta dal 1784, e per essere la principale via d’accesso alla lussureggiante bellezza naturale della Penisola Curlandese.

Flight over Lithuania

Marzo 14, 2008

Vilnius

Marzo 12, 2008

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St’Anne’s Church
 
Napoleone disse che avrebbe voluto portarla a Parigi nel palmo della propria mano, tale la sua bellezza.
 

Nida

Marzo 12, 2008

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Arduo esprimere a parole cosa Nida, ed in generale la penisola Curlandese (stretta lingua di terra bagnata da un lato dal Mar Baltico e dall’altro dalla Laguna Curlandese) possano essere. Quando respiri pace, tranquillità, libertà, quando respiri un venticello colmo di pino ed ozono, di mare e di sabbia, terra ed acqua, fragranze inebrianti: quando provi tutto ciò contemporaneamente allora forse provi ciò che ho provato io a Nida. 
Ciò che appare all’occhio dello straniero, ovvero a quasi la totalità delle persone che sono presenti in questa località, dato che solo l’1.5% dell’intera penisola è urbanizzato, è pura natura e spettacolo, oserei, quasi mistico. Tutte insieme, dune sterminate di sabbia finissima, foreste di pini, acqua e cielo senza confine, animali in libertà, mare e brezza marina che cantano continuamente, il silenzio profondo delle foreste.
Questa è Nida.
 

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Vilnius

Marzo 9, 2008

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Trakai

Marzo 7, 2008

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Già la foto esprime l’atmosfera di questo luogo idilliaco, ad una trentina di chilometri da Vilnius.
 
Trakai è stata, probabilmente, la sede scelta dal re Gediminas nel 1320 come capitale del suo regno per la natura incontaminata, la posizione strategica e la profonda bellezza e calma dei luoghi limitrofi.
 
Oggi è una delle tappe preferite dai turisti, specialmente Polacchi, che affollano la cittadina ed in particolare il castello gotico di mattoni rossi situato sul lago Galve (costruito tra il 1362 ed il 1382 ma distrutto nel XVII secolo), sia in estate che in inverno.
Proprio il castello, in realtà, è stato in parte ricostruito e ristrutturato anni fa quando finalmente i politici della capitale hanno capito che la cosa migliore da fare era rinnovare e promuovere il luogo. L’altra idea era quella di vendere il castello al primo ricco straniero che si fosse presentato: il darsi al primo offerente è stata purtroppo una delle caratteristiche della Lituania post sovietica.
 
A chi è già stato in Scandinavia, Trakai può forse ricordare le immensurabili distese di foreste e laghi colme di un’attiva vita nascosta, sotterranea, propria della natura di questi luoghi. Insetti, volatili, pesci, animaletti: tutti insieme sembrano essere i veri padroni del posto.
Trakai però non è solo natura ed il castello gotico ma anche una piccola comunità di persone che vivono nei dintorni dei laghi: la sottile striscia di terra lunga 2 km, infatti, è punteggiata da vecchie case in legno, molte delle quali sono state costruite dai Caraiti, setta giudaica e minoranza turca originaria di Baghdad, “che si attiene alla lettera alla Bibbia ma rifiuta l’esegesi talmudica”.
I Caraiti vennero portati in questo posto dalla Crimea attorno al 1400 come guardie del corpo e tuttora vivono a Trakai una dozzina di famiglie circa. Un consiglio su tutti è di provare il kibiniai caraita (una specie di torta rustica farcita di carne e verdura e servita con una bevanda simile alla gira) che si può gustare nella locande della zona chiamate “Kibinine” e “Kybynlar”.