Vilnius

Marzo 12, 2008

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St’Anne’s Church
 
Napoleone disse che avrebbe voluto portarla a Parigi nel palmo della propria mano, tale la sua bellezza.
 

Nida

Marzo 12, 2008

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Arduo esprimere a parole cosa Nida, ed in generale la penisola Curlandese (stretta lingua di terra bagnata da un lato dal Mar Baltico e dall’altro dalla Laguna Curlandese) possano essere. Quando respiri pace, tranquillità, libertà, quando respiri un venticello colmo di pino ed ozono, di mare e di sabbia, terra ed acqua, fragranze inebrianti: quando provi tutto ciò contemporaneamente allora forse provi ciò che ho provato io a Nida. 
Ciò che appare all’occhio dello straniero, ovvero a quasi la totalità delle persone che sono presenti in questa località, dato che solo l’1.5% dell’intera penisola è urbanizzato, è pura natura e spettacolo, oserei, quasi mistico. Tutte insieme, dune sterminate di sabbia finissima, foreste di pini, acqua e cielo senza confine, animali in libertà, mare e brezza marina che cantano continuamente, il silenzio profondo delle foreste.
Questa è Nida.
 

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Vilnius

Marzo 9, 2008

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Trakai

Marzo 7, 2008

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Già la foto esprime l’atmosfera di questo luogo idilliaco, ad una trentina di chilometri da Vilnius.
 
Trakai è stata, probabilmente, la sede scelta dal re Gediminas nel 1320 come capitale del suo regno per la natura incontaminata, la posizione strategica e la profonda bellezza e calma dei luoghi limitrofi.
 
Oggi è una delle tappe preferite dai turisti, specialmente Polacchi, che affollano la cittadina ed in particolare il castello gotico di mattoni rossi situato sul lago Galve (costruito tra il 1362 ed il 1382 ma distrutto nel XVII secolo), sia in estate che in inverno.
Proprio il castello, in realtà, è stato in parte ricostruito e ristrutturato anni fa quando finalmente i politici della capitale hanno capito che la cosa migliore da fare era rinnovare e promuovere il luogo. L’altra idea era quella di vendere il castello al primo ricco straniero che si fosse presentato: il darsi al primo offerente è stata purtroppo una delle caratteristiche della Lituania post sovietica.
 
A chi è già stato in Scandinavia, Trakai può forse ricordare le immensurabili distese di foreste e laghi colme di un’attiva vita nascosta, sotterranea, propria della natura di questi luoghi. Insetti, volatili, pesci, animaletti: tutti insieme sembrano essere i veri padroni del posto.
Trakai però non è solo natura ed il castello gotico ma anche una piccola comunità di persone che vivono nei dintorni dei laghi: la sottile striscia di terra lunga 2 km, infatti, è punteggiata da vecchie case in legno, molte delle quali sono state costruite dai Caraiti, setta giudaica e minoranza turca originaria di Baghdad, “che si attiene alla lettera alla Bibbia ma rifiuta l’esegesi talmudica”.
I Caraiti vennero portati in questo posto dalla Crimea attorno al 1400 come guardie del corpo e tuttora vivono a Trakai una dozzina di famiglie circa. Un consiglio su tutti è di provare il kibiniai caraita (una specie di torta rustica farcita di carne e verdura e servita con una bevanda simile alla gira) che si può gustare nella locande della zona chiamate “Kibinine” e “Kybynlar”.



Vilnius

Febbraio 28, 2008

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Užupio Republika

Febbraio 28, 2008

L’animo artistico, trasgressivo ed un po’ bohémien della capitale Vilnius si riflette particolarmente nella Repubblica di Užupis, quartiere e “stato scissionista” istituito da artisti, sognatori e squatter. 

L’ Užupio Republika è nata ufficialmente nel 1998 ed è dotata di presidente, inno nazionale, bandiera e di una costituzione di ben 41 articoli che ritengo fantastici e vi propongo integralmente: 

  • Tutti hanno il diritto di vivere vicino al fiume Vlinia e il fiume ha il diritto di scorrere
  • Tutti hanno il diritto all’acqua calda, al riscaldamento d’inverno e a un tetto
  • Tutti hanno il diritto di morire ma non è un obbligo
  • Tutti hanno il diritto di fare errori
  • Tutti hanno il diritto di essere unici
  • Tutti hanno il diritto di amare
  • Tutti hanno il diritto di non essere amati
  • Tutti hanno il diritto di essere mediocri e sconosciuti
  • Tutti hanno il diritto di oziare
  • Tutti hanno il diritto di amare un gatto e prendersi cura di lui
  • Tutti hanno il diritto di badare al cane fino a quando uno dei due muore
  • Il cane ha il diritto di essere un cane
  • Il cane non è obbligato ad amare il suo padrone, ma deve essere di aiuto nei momenti di necessità
  • A volte si ha il diritto di essere inconsapevoli dei propri doveri
  • Tutti hanno il diritto di avere dei dubbi, ma non è obbligatorio
  • Tutti hanno il diritto di essere felici
  • Tutti hanno il diritto di essere infelici
  • Tutti hanno il diritto di stare in silenzio
  • Tutti hanno il diritto di avere fede
  • Nessuno ha il diritto di usare violenza
  • Tutti hanno il diritto di apprezzare la propria scarsa importanza
  • Nessuno ha il diritto di avere un progetto per l’eternità
  • Tutti hanno il diritto di comprendere
  • Tutti hanno il diritto di non capire
  • Tutti hanno il diritto di appartenere a qualche nazionalità
  • Tutti hanno il diritto di celebrare o non celebrare il proprio compleanno
  • Tutti devono ricordare il proprio nome
  • Tutti hanno il diritto di dividere ciò che posseggono
  • Nessuno può dividere ciò che non possiede
  • Tutti hanno il diritto di avere sorelle, fratelli e parenti
  • Tutti possono essere indipendenti
  • Tutti sono responsabili della propria libertà
  • Tutti devono poter piangere
  • Tutti hanno il diritto di essere fraintesi
  • Nessuno ha il diritto di dichiarare colpevole il prossimo
  • Tutti hanno diritto all’individualità
  • Tutti hanno diritto a non avere diritti
  • Tutti hanno diritto ad non avere paura
  • Non deludere
  • Non combattere 
  • Non cedere  

 

Anche il Dalai Lama ha fatto visita a questo quartiere, attratto dalla positività e dalla creatività che si respira: in ogni cortile si può trovare, infatti, uno scultore, un fotografo, uno scrittore o persino un ballerino all’opera, ed i laboratori d’artigianato crescono come funghi. Negli ultimi anni, però, la Repubblica d’Užupis ha perso un po’ di spinta ideologica divenendo un quartiere alla moda, in cui, come del resto in quasi tutta Vilnius, i prezzi delle case sono schizzati alle stelle.

 

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L’animo artistico della capitale 

Bere in Lietuva

Febbraio 27, 2008

Lituania? Birra!
 
Ebbene sì, l’alus è in assoluto la bevanda più diffusa in questo piccolo stato del Centro Europa (o, se preferite la versione non corretta e meno estesa del Vecchio Continente, del Nord-Est Europa). Se i Lituani mangiano ad ogni ora del giorno, o meglio, ogni qual volta abbian fame, perché mai dovrebbero farsi problemi anche a sorseggiare dell’ottima birra a qualunque ora del giorno?
 
Le migliori marche locali sono la Svyturys, l’Utenos e la Kalnapilis. La prima è in assoluto la marca più famosa: prodotta a Klaipeda dal 1784, nel birrificio più antico della Lituania, viene distribuita in otto varietà diverse. Nel 1999 il colosso danese Carlsberg ha acquisito la maggioranza delle azioni della Svyturys (e quattro anni dopo quella della connazionale Utenos) amministrando e controllando le due fabbriche tramite la società Baltic Beverages Holding. Questa simpatica società possiede inoltre il 50% delle azioni Kalnapilis: galline dalle uova d’oro se considerati i numerosi premi e riconoscimenti internazionali ottenuti da queste birre.
Per meglio comprendere le dimensioni del consumo: i Lituani che vivono nella parte settentrionale del paese, ovvero la zona che vanta ricette e rituali di produzione quasi millenari, bevono mediamente 160 litri di birra l’anno.
 
Ma, tralasciando per un momento la birra…
 
Il midus, ovvero l’idromele, ovvero miele bollito con acqua, bacche e spezie, e fermentato con il luppolo, è la più antica e nobile bevanda lituana. La gira (detta anche kvass, dal russo) è ottenuta invece da cereali o frutta e pane di segale fermentati ed è dolce e dissetante se bevuta al naturale, un po’ meno gustosa se comprata in bottiglia; i liquori stakliskes e starka sono invece prodotti con miele o foglie di melo o pero.
 
L’acqua, generalmente, non è consumata come nel Belpaese. Durante i pasti i Lituani raramente bevono, e se lo fanno preferiscono del caffè americano o un tè (la preparazione del tè con erbe, bacche, foglie e frutti di questa terra è una tradizione molto onorata soprattutto nelle campagne). Il vino è una bevanda piuttosto di nicchia ed è possibile reperirlo solo in ristoranti (le cantine non sanno praticamente cosa siano) a prezzi molto elevati; la vodka, infine, è largamente usata dai giovani nelle serate brave e dagli alcolisti (e in Lituania non ne mancano), ma generalmente è consumata con moderazione da un’ampia fascia della società lituana.
 
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Vilnius

Febbraio 27, 2008

vilnius-cathedral-square.jpg  Cathedral Square

Cibo

Febbraio 26, 2008

Oggi vi voglio parlare di un aspetto non troppo considerato dal normale turista o straniero che capita in terra lituana. 

Cominciamo con una domanda facile facile: secondo voi, in questa terra priva di montagne, costantemente sotto zero in Inverno, spesso piovosa in Estate, cosa mangiano i Lituani?

Nell’immaginario italiano, quando già addirittura si è a conoscenza di questo stato, la Lituania è collocata nell’Europa dell’Est da qualche parte vicino la Romania o addirittura l’Albania. Vien quindi spontaneo pensar che questi “Lituani” (saran chiari o scuri? alti o bassi?) mangino solo frattaglie, zuppe e verdure coltivate nei propri orticelli. Stupirò lor signori, quindi, scrivendo che la cucina lituana ha ben poco a che vedere con quella di quei paesi ed è, al contrario, ben più simile alla cucina nordica, con influenze tedesche e polacche.

Verissimo, anche in Lituania si fa largo consumo di zuppe, ma vi posso assicurare che son altra cosa rispetto alle colleghe Ungheresi, Polacche, Rumene e Georgiane.

Se non siete il tipico Italiano che senza pasta, caffè espresso o un’ottima pizza napoletana (seppur anche lì sian dotati di macchinette, moke e caffè espresso nostrani e spopoli il Chili Pica, catena di fast food dedicata alla pizza) non riuscite a sopravvivere, allora sicuramente troverete la cucina lituana davvero gustosa. Certo risulta esser a volte un po’ pesantuccia, ma è l’ideale per i rigidi inverni e le giornate movimentate.

I Lituani, dunque, consumano principalmente carne, patate e prodotti caseari. La tradizione gastronomica non presenta grandi differenze regionali anche se, ad esempio, gli ottimi funghi, i frutti di bosco ed i piatti di cacciagione imperano nella Lituania orientale e meridionale, fittamente coperta da foreste, mentre il pesce regna sulla costa e nelle regioni lacustri. Questo popolo va inoltre pazzo per il pane nero, ovvero quello di segale e speziato, che viene accompagnato alle deliziose zuppe. Devo ammettere che l’alimento che più di tutti mi manca, ogni volta che torno in Italia, è proprio quel delizioso pane nero!

Specialità:

  • Cepelinai ovvero gli Zeppelin lituani: spessi gnocchi di patate ripieni di carne, formaggio o funghi, ricoperti di pancetta ed accompagnati da una salsa a base di panna acida e burro. Una vera leggenda gastronomica da provare.
  • Kugelis di origine tedesca, anche questo, piatto formato da patate e carote grattugiate cotte in forno e ricoperte di panna acida, vanta un elevato livello di colesterolo ma è una delizia per il palato.
  • Kepta duona bastoncini di pane nero di segale insaporiti con aglio e fritti e, a volte, ricoperti di formaggio fondente. Non adatto se disdegnate l’aglio ma davvero ottimo se accompagnato ad una tra le tante famose birre lituane.
  • Blyneliai ovvero delle ottime frittelle, dolci o salate, con crema dolce, carne, formaggio o frutta.
  • Saltibarsciai famosa per il suo color rosa shocking, è una zuppa fredda estiva di barbabietole, servita con patate lesse cosparse di panna acida.

Se si considerano anche i koldunai, sostanziosi ravioli ripieni di carne o funghi; i tagli di carne meno pregiati (ma non meno squisiti) come i vedarai, ovvero interiora di maiale fritte; le silke e gli sprotai (aringhe e spratti); la lietuviskos salatos, composta da cetriolini, carote lesse, carne ed altri ingredienti; l’anguilla ed i deliziosi funghi e frutti di bosco, allora, si può intuire che la cucina lituana non ha molto a che vedere con quella degli altri paesi dell’Est Europa ma, piuttosto, che è ben più simile a tradizioni culinarie dell’Europa centro-settentrionale.

A presto anche il post sulle bevande…e lì c’è da divertirsi!

 

 Cepelinai  Kepta duona  Saltibarsciai   

     Pane nero

Cepelinai, kepta duona, saltibarsciai, pane nero

YellowGreenRed

Febbraio 25, 2008

Probabilmente quelli che avevano Ottimo alle elementari in Geografia possono intuire a cosa fa riferimento il titolo del blog. 

Per tutti gli altri, invece, eccovi una lampante spiegazione: 

 

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La Lietuvos veliava, detta più semplicemente “bandiera lituana”, è composta da tre bande orizzontali in cui:

 

  • giallo è il colore della luce e del sole
  • verde è l’erba, i boschi e le immense foreste 
  • rosso, il sangue versato per la patria